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A Margherita, che sogna cosmogonie.

Un’eccitazione folle percorre il paese da qualche tempo. Ieri il prete ne ha parlato nell’omelia domenicale ma tutti già se ne erano accorti da un pezzo.
Era almeno una decina di giorni che le cose giravano in modo strano.
I fatti non andavano a compimento, rallentavano senza ragione, accadimenti scontati e dati per certi non si verificavano, l’alba si prolungava per ore e lo stesso il tramonto, a metà del pomeriggio sembrava volesse far buio e poi tornava la luce, gli oggetti in bilico non cadevano ma restavano in posizioni innaturali, sfidando il buon senso e le leggi della gravità. Ognuno da un giorno all’altro ha preso a sentirsi confuso, a non essere più certo di nulla, ad avvertire come una sospensione. Come se tutta la sua vita si trovasse in una sala d’attesa, come se fosse rimasta impigliata in mezzo a due parentesi.
Non ci è voluto molto a fare due più due e anche gli esperti hanno dovuto dare ragione alle sensazioni di tutti.
Stiamo vivendo un’Indecisione.
Se questo è vero, e tutti pensano che lo sia, stiamo assistendo ad un evento di quelli che una persona nella vita potrebbe anche non vedere mai. Si perdeva della memoria dei vecchi l’ultima volta che ce n’è stata una. E così tutti siamo molto indecisi, ovviamente, ma anche molto eccitati, molto spaventati e increduli che stia succedendo di nuovo, proprio a noi, proprio adesso.
Nessuno sa di preciso come ci si deve comportare in circostanze come questa ma una cosa di certo tutti la sanno: bisogna pregare molto e concentrarsi e mettercela tutta perché in questi momenti avvengono le Apparizioni. Potrebbe succedere a chiunque in qualsiasi momento e nessuno sa quando l’Indecisione cesserà e le cose riprenderanno il loro corso.
Come tutti hanno imparato da bambini a catechismo, durante le Apparizioni i personaggi hanno modo di incontrare il Creatore. Nessuno sa come si viene scelti e perché il Creatore appaia all’uno invece che all’altro. L’unica cosa che si può fare è pregare e avere fede.
Le testimonianze scritte da coloro che nei tempi passati hanno visto il Creatore sono tutte concordi nel raccontare che le apparizioni avvengono più spesso al mattino, quando Lui ha l’abitudine di pensare a come far andare avanti la storia. Improvvisamente, senza eventi soprannaturali o squilli di trombe, lo si incontra sulla propria strada, sull’autobus, in un bar. Lo si riconosce subito perché sa tutto di ogni cosa, conosce a menadito i pensieri di ognuno e mentre parla prende appunti.
Se il Creatore compare, se interroga i prescelti, è perché è indeciso, come sta avvenendo in questi giorni.
Indeciso su come debba proseguire la storia.
Magari si è stancato dei suoi protagonisti, magari vuole spostare altrove il centro degli eventi, magari pensa ad uno di noi come un soggetto interessante o, chi lo sa, al nostro piccolo paese come uno scenario possibile. Se apparirà ad uno di noi, quello sarà il momento per cercare di convincerlo di valere qualcosa.
Perché nessuno sa quale sia la storia che il Creatore sta scrivendo, chi siano i protagonisti a cui dedica più tempo quando scrive, quali vicende tra tutte quelle che avvengono sotto il sole siano quelle che sta mettendo a fuoco nelle sue pagine. Ognuno sa di esserci ma nessuno conosce il ruolo che gioca esattamente nella vicenda. Solo una cosa è sicura. Che noi in questo sputo di paese siamo tutte comparse e tutti speriamo che il Creatore ci scelga per cambiare la nostra vita.
Nel frattempo l’Indecisione persiste e tutto è fermo da giorni. I fornai non fanno il pane, gli autobus e i treni non partono, nessuno lavora, nessuno spegne la luce, nessuno chiude le porte. Tutti quelli che hanno maledetto il proprio destino per essere capitati qui, in questo universo pensato da questo creatore e si sono rammaricati di non essere nati più fortunati in uno dei tanti altri universi che altri creatori stanno scrivendo, adesso possono finalmente sperare che le cose cambino. E si concentrano per apparire interessanti e meritevoli ai suoi occhi ed essere scelti per divenire indimenticabili. Per restare, anche dopo la morte, nella memoria di chi leggerà la storia del Creatore. Per non morire dimenticati in una pagina a cui nessuno farà caso e svanire come non fossero mai nemmeno esistiti.
C’è chi vorrebbe vivere imprese coraggiose, chi storie d’amore, chi vorrebbe essere più importante, più potente e chi, folle d’ambizione, osa desiderare di divenire il protagonista assoluto. Quello che occupa ogni giorno la mente del Creatore.
Io, se Lui mi dovesse apparire, non so ancora come lo convincerei a darmi un destino più degno di questo che mi ha riservato. Qui nel paese mi conoscono tutti come lo scrittore. E’ così che Lui mi ha voluto. Mi sveglio ogni mattina all’alba e scrivo piccole storie brevi che pochi leggeranno e poi vado a guadagnarmi la vita.
E credo che se dovessi chiedere al Creatore di ripensare al mio ruolo, in questa sua momentanea Indecisione, forse non gli domanderei una parte diversa ma lo supplicherei di farmi capace di interpretare meglio questa che ho. Gli chiederei di versare vita vera nelle mie righe e di rendere la mia voce capace di dire.
Lo strazio e il giubilo, la fede e la fine, la devozione per il corpo dell’amata e il canto dei suoi sospiri, la gioia prorompente che può dare il profumo dei fiori.
Gli chiederei di mettermi nella penna e nelle dita lo stesso sapore dolce e amaro che ha lo spettacolo del tempo a precipizio che si trascorre immobile e veloce. E di darmi il potere del pianto e quello del riso.
Spero che ci sia ancora una particina da inventore di storie, nel romanzo che il Creatore sta scrivendo o di poterlo convincere a mettercene dentro una per me, se non c’è ancora.
Questo gli chiederei, prima che volga il Suo sguardo altrove.

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