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Dove sono le mie caviglie
sottili? Domandavi
e le reclamavi indietro
al tempo
distruttore.
Io soppesavo le tue gambe
sprofondarsi
nelle scarpe e non sapevo
ricordare
d’aver mai avvistato
a quelle latitudini
nulla
di sottile.
Nominiamo
le nostre caviglie
le nostre dita
pensavo
come le sapessimo
le nostre guance
esperti
come ci crediamo
dei nostri ombelichi
del nostro glande della nostra
camminata
ma non sono veritieri
questi identikit
né ci troverebbe
mai l’FBI
sulla base
delle nostre descrizioni.
Lasciamo invece immagini
di sconosciuti
impresse nelle foto
voci che ci sono ignote
nelle orecchie
che ci ascoltano
odori alieni
tra le lenzuola nelle memorie
e quando sentiamo
chiamare ognuno
di questi estranei
col nostro nome
di scatto ci volgiamo
e sorridiamo.

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