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Facciamo un riassunto a spanne delle lezioni precedenti. Si è detto che il numero dei soggetti impiegati nel mondo del lavoro è in costante decrescita e che tra di loro la maggior parte fa fatica a sbarcare il lunario. Se ne evince che coloro che sono forniti di denaro liquido da spendere in attività diverse dal cibarsi, coprirsi e scaldarsi, categoria che qui nomineremo per brevità i “Paganti”, sono divenuti ormai una sparuta minoranza.
Fin qui tutto chiaro?
Bene, andiamo avanti.
L’ovvia conseguenza di questo stato di cose è che la schiera dei Denaroprivi si ingegnerà con tutti i mezzi possibili per trasferire parte della liquidità dalle tasche dei Paganti alle proprie, al fine di sopravvivere o di rendere un po’ più decente la propria esistenza. Trascurando le attività criminose come furti semplici o con destrezza, estorsioni, rapine a mano armata e non, scippi con o senza trascinamento, rapimenti e truffe restano una serie di attività che potrebbero essere riassunte, con un certo grado di semplificazione, nella messa a disposizione a scopo di vendita o di affitto di beni e servizi che i Paganti sono disposti a comprare dai Denaroprivi per rendere ancora più agiata la propria esistenza. Ecco così che chiunque possieda una stanzuccia si precipita ad aprire un Bed & Brekfast (e chi non ha questa fortuna lo fa egualmente collocando i figli a dormire in terrazzo in una comoda tenda Quechua acquistata da Decathlon a euri 22.99), chi non è portatore di una grave menomazione fisica o di una mutilazione si improvvisa insegnante di Pilates e chi in una vita precedente ha avuto modo di studiare grazie ad uno stato sprecone e assistenziale, impartisce ripetizioni di lingue urofinniche e matematica quantistica.
Va da sé che dal momento che i Paganti sono pochi e i Denaroprivi sono moltissimi, per una banalissima legge della domanda e dell’offerta, i prezzi dei beni tendono invariabilmente a crollare e i facoltosi non hanno che da scegliere tra una notte in stanza doppia con letto a baldacchino e vista sui faraglioni più colazione a buffet con sottofondo di violini zigani a euro 9.99 e cento ore di Pilates a domicilio dalle ore 22 alle 23 di domenica con massaggio decontratturante e pedicure alla cifra forfettaria di euri 3 a lezione (2 e 50 per i primi cento clienti).
Una qualche resistenza a questo trend al ribasso lo fornisce l’attività di cui tratteremo oggi. Si tratta di un settore in qualche modo emblematico perché ci dimostra come una serie di fattori di base coniugati ad un robusto “know how” e ad forte capacità imprenditoriale riescano non di rado ad invertire una tendenza e a creare ancora un business di indubbio successo. L’attività a cui ci riferiamo, alcuni di voi l’avranno già capito, è il meretricio.
Cominciamo col tracciare l’identikit della possibile o del possibile candidato a questa non semplice ma promettente professione.
Si tratta di un tipico rappresentante della ex classe media, con una scolarità secondaria e preferibilmente ma non obbligatoriamente esente da difetti fisici. Il bisogno a cui la nostra candidata o candidato si propone di rispondere quando si colloca sul mercato può essere così riassunto: il Pagante lavora mediamente moltissimo e non ha tempo per curare praticamente alcun aspetto extralavorativo della propria esistenza. Si veste copiando il proprio vicino di scrivania che a sua volta si veste consigliato da subdoli commessi dell’outlet, acquista i beni che vede fugacemente pubblicizzati alla televisione prima di addormentarsi sul divano, va in vacanza per cinque giorni all’anno dove l’agenzia sotto l’ufficio gli dice che è di gran moda andare. Dal punto di vista affettivo è praticamente un handicappato: d’amore non sa nulla né avrebbe tempo per occuparsene. Nei rari intermezzi lavorativi smanetta su you porn e si è col tempo convinto che, nella conoscenza di un rappresentante dell’altro sesso, il passaggio successivo alla stretta di mano sia farsi fare un pompino. Ebbene, la mission di una escort che si rispetti non è tanto, come si potrebbe erroneamente pensare, essere l’autrice o l’autore del suddetto pompino (se non in un ottica estremamente riduttiva) ma soprattutto quella di fornire al pagante un pacchetto esperienziale ed emozionale che più si avvicini a quello che con un termine obsoleto, si diceva “avere una storia”.
Il pagante potrà dunque esperire, ad un prezzo di mercato che al momento non conosce, e ci tengo a sottolinearlo, alcuna tendenza al ribasso, l’intero iter di un incontro, di un breve corteggiamento coronato da successo, l’estasi di uno o più incontri sessuali e infine un’epicrisi senza complicazioni. Una storia da mettere nel carniere delle proprie esperienze e di cui vantarsi all’occorrenza, ottenuta senza investimenti in termini di tempo, faticose uscite serali, ore di lavoro perdute, attese snervanti e soprattutto senza tema di fallimento.
Per rispondere ad una domanda del genere, come comprenderete, non è necessario essere dotati di bellezza straordinaria (i pochi che lo sono ambiranno semmai ad altre mete come quella di coniugarsi con i Paganti più facoltosi o fare gli opinion leader) ma rientrare nella medietà e nella plausibilità di una storia che il pagante non ha tempo di procurarsi.
Se dovessimo quindi disegnare due curve su un ipotetico grafico il Pagante, a cui manca la vita ma non il denaro, metterebbe quest’ultimo a disposizione del Denaroprivo a cui manca il denaro ma non il tempo della vita. Il punto in cui le due curve si incontrano verrà chiamato punto Zoccola o più sinteticamente punto Z. È lì, al punto Z, che si realizza la cointeressenza virtuosa che costituisce il nostro scambio.
Nella prossima lezione esamineremo in maniera esaustiva l’iter formativo di un accompagnatore o di una accompagnatrice, le competenze necessarie, dalle scelta delle mutandine fino alla capacità di degustare un vino, la simulazione del pianto, del riso, dei mugolii e di una conversazione empatica, mentre nell’ultimo incontro affronteremo il problema della concorrenza. Concluderemo infine questa parte del corso disegnando un possibile profilo d’impresa fino a tracciare un plausibile “business plan” anche finalizzato alla richiesta di piccoli finanziamenti.
Arrivederci alla prossima lezione.

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