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Le macchine entravano nell’autolavaggio automatico e poi non uscivano più dall’altra parte. Quando le si cercava dentro, fuori e ovunque fosse immaginabile, semplicemente non le si trovava. Erano scomparse. Letteralmente. Con tutti i loro proprietari. In che senso scomparse? Nel senso di scomparse. E con questa erano già cinque.
Quando l’ispettore capo interrogò il proprietario, quello ci mancò poco non gli piangesse sull’impermeabile e non si soffiasse il naso sulla sua manica. Era una tragedia. Quelli che erano scomparsi erano i clienti più affezionati, i più assidui. La notizia si stava spargendo e a lui non restava che abbandonare il ramo e aprire un Doner Kebab.
Dopo aver ben riflettuto l’ispettore pensò che l’unica cosa da fare fosse sperimentare la faccenda di persona. Si infilò nella macchina, la guidò sul tappeto scorrevole, attese che gli spruzzi di sapone sui vetri lo nascondessero alla vista di quelli di fuori, tirò fuori la pistola e attese. Dopo cinque minuti uscì dall’altra parte senza che nulla fosse successo. La sua macchina non era mai stata così pulita e lui non era mai stato così distante dalla soluzione di un caso.
Tornando a casa l’ispettore pensò che quello era davvero un bel mistero, una cosa da film, pane per denti ben più qualificati di quelli di un semplice ispettore capo. Quello che non sapeva era che la giornata non era ancora finita: da lì a pochi minuti un’altra telefonata lo costrinse a fare inversione e a precipitarsi su una nuova pista.
La gente entrava nello spogliatoio per provare i vestiti e non usciva più. Non c’erano doppi fondi, pareti a scomparsa, finestre o botole dove i clienti del negozio di abbigliamento più “in” della città potevano volatilizzarsi.
In che senso volatilizzarsi? Nel senso di volatilizzarsi. Senza lasciare traccia. Manco i vestiti che stavano provando.
La proprietaria tremava come avesse inghiottito lo spazzolino elettrico. Erano alcuni tra i clienti migliori quelli che erano stati risucchiati dalla cabina in poche ore. Era una sciagura, una calamità. La notizia si sarebbe diffusa e a lei non sarebbe restato che cambiare ramo e aprire un bell’autolavaggio. L’ispettore fece la sua prova senza crederci molto. Entrò in una cabina con un bel giaccone, tirò la tenda, indossò il giaccone in questione, che tra l’altro lo valorizzava molto, impugnò la pistola e attese per cinque minuti buoni. Quando capì che non sarebbe successo niente uscì, acquistò il giaccone e si avviò verso casa.
Si era ripromesso di passare dal barbiere prima della chiusura e per nulla al mondo ci avrebbe rinunciato. Detestava essere disordinato e ci faceva un passo per un’aggiustatina ogni settimana, in maniera da essere sempre impeccabile. Il mistero delle scomparse poteva sicuramente aspettare fino al giorno dopo.
Trovò il barbiere aperto per un filo.
Varcò la soglia e si trovò nel più grande e sontuoso hair stylist salon che mai avesse immaginato. Solo gli addetti al taglio erano cinque e innumerevoli gli assistenti che spazzavano via i capelli e si occupavano del lavaggio teste. Alle pareti espositori di lozioni, shampoo e maschere di bellezza, creme e impacchi anticaduta, antiriflesso, tinte, gel, balsami, prodotti di ogni tipo per capelli fragili, secchi, decolorati, grassi. Era il più bel salone che gli fosse capitato di vedere in tutta la sua vita. Peccato che non fosse il posto che si aspettava di trovare entrando da quella porta.
“Ehm, scusi…” fece l’ispettore rivolgendosi a quello che sembrava il capo “dove è finito il mio barbiere?”
“Non so dirle. Di certo lei ha varcato la soglia ma dal suo barbiere non ci è mai entrato.”
“E quindi ora dove sono?”
“Scomparso agli occhi di tutti quelli che l’hanno vista entrare.”
“Scomparso? In che senso scomparso?”
“Scomparso nel senso di scomparso. Ora se non le spiace facciamo il balletto.”
“Come?”
Partì un’allegra musichetta e tutti gli inservienti misero in scena un balletto dalla coreografia molto suggestiva. Era evidente che lui era il centro della piccola rappresentazione e che si trattava di una specie di benvenuto.
“Mi scusi! Scusatemi! Mi scusi!”
“Si?” disse il capo barbiere con un po’ di fiatone.
“Potrebbe spiegarmi meglio? Sono stato rapito? Perché? E come ci siete riusciti?”
“Rapito? Che parolona! Diciamo che lei è stato selezionato per un’esperienza premio nel mondo della cura del capello. Per quanto riguarda il trucco della porta non so come ci riescano, mi dispiace, se ne occupa il ramo tecnico, noi siamo del commerciale.”
L’ispettore accolse la spiegazione con la bocca semiaperta e un’espressione non propriamente intelligente. Aveva indosso il suo giaccone nuovo e cominciava ad avere un certo caldo.
“E chi avrebbe organizzato, mi scusi, questa messa in scena?” riuscì alla fine a dire.
“Dunque, l’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione di alcune delle principali società produttrici di prodotti professionali per la cura dei capelli –il barbiere ballerino aveva l’aria di chi sta ripetendo la lezioncina- e sfrutta l’ultimo grido in fatto di tecniche pubblicitarie. Si selezionano, dopo averne studiato le abitudini d’acquisto, clienti particolarmente assidui e si offre loro un esperienza totalizzante, a trecentosessanta gradi, nel settore di loro interesse. La “sparizione” attira l’attenzione, fa scalpore, crea notizia e provoca un alto grado di suspense fino a quando il cliente non viene restituito alla propria vita e non rivela a tutti, con la necessaria amplificazione dei media, dove era stato. Ovviamente porterà indietro dal suo “viaggio” innumerevoli e ricchi omaggi e gadget. La speranza di poter essere sottratti alla propria quotidianità per passare un periodo nel paese dei balocchi dovrebbe indurre altri a diventare consumatori ancora più spinti nel proprio settore prediletto.”
“Quindi anche i clienti dell’autolavaggio e del negozio di abbigliamento…”
“Non so a che cosa si riferisce ma se ci sono state misteriose sparizioni di clienti è probabile che si tratti della stessa marketing strategy.”
L’ispettore si sbottonò il giaccone, si avvicinò al coiffeur e gli sussurrò sottovoce: “Non sono un esperto ma così a naso mi sembra un’idea francamente demenziale.”
“Confidenza per confidenza credo che le multinazionali non sappiano più come fare a spendere gli utili” gli replicò quello quasi all’orecchio.
“E quanto durerebbe questo mio rapimento premio?”
“Non sono informato, io mi occupo solo dell’accoglienza. Poi verrà accompagnato in albergo e stasera sarà a cena nel ristorante dei fratelli Bundy. Comunque il pacchetto minimo è da due settimane.”
“In che senso due settimane?”
“Nel senso di due settimane. Ora che ne dice di accomodarsi? Non la vogliamo dare una bella spuntatina?”

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