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Se conduci un’esistenza prigioniera e desideri liberarti, se ti sembra di non riuscire a fare quel che vorresti e ad essere come vorresti essere, questo metodo intende fornirti alcune semplici indicazioni che potrebbero aiutarti a raggiungere il tuo scopo.
Per prima cosa individua, all’interno della tua vita, ciò che per te conta davvero. Quello senza il quale tutto perderebbe senso.
Adesso ripetilo ad altra voce stando in piedi, magari su una sedia, al centro di una stanza o di fronte ad uno specchio. Non dovrebbe volerci molto.
Fatto? Non hai dimenticato nulla o nessuno? Sicuro?
Molto bene.
Ora convinciti che di tutto il resto, senza eccezioni, potresti fare a meno senza conseguenze veramente importanti. Concentrati e immagina di lasciare andare via tutto, una cosa alla volta, eccetto quelle che hai individuato all’inizio.
Non funziona?
Rivedi il primo punto.
Funziona?
Vediamo di procedere e decidere adesso di cosa fare veramente a meno.
Perché per forza fare a meno, mi chiedi? Ma perché per liberarsi bisogna spogliarsi, rinunciare, alleggerirsi, fare a meno, appunto. Non ne sei convinto? Meglio che tu te ne convinca al più presto, se non vogliamo stare qui a perder tempo.
Dunque, l’esercizio da eseguire è questo: tutto quello che danneggia, è contrario o mette in pericolo, anche piccolo, le cose importanti individuate nel punto 1, va eliminato immediatamente. Se in passato ti sei giustificato di alcuni comportamenti che chiaramente facevano male alle cose che contano per te, magari dicendo a te stesso che si trattava solo di un piccolo danno temporaneo, che sarebbe durato poco, che si sarebbe in seguito trasformato in un vantaggio o che si sarebbe sempre potuto facilmente rimediare, ecco, questi sono esattamente i primi comportamenti da abolire. I più pericolosi.
Se tra questi ci sono abitudini o pratiche che non possono proprio essere totalmente soppresse (sicuro?) riducile al minimo, mettile in condizioni di fare il minor danno possibile, costi quel che costi.
Vacilli? Fai distinguo? Recalcitri? Chiedi eccezioni?
Rivedi il primo punto.
Hai proceduto?
Andiamo pure avanti.
Ora passiamo a tutte le pratiche e i comportamenti che sembrano essere indifferenti rispetto alle cose importanti.
Domandati quali di questi fanno migliore la tua vita e quali invece sono solo convenzioni, obblighi, imposizioni, stupidaggini a cui ubbidisci solo per abitudine o nell’idea che qualcuno se lo aspetti, senza nemmeno più sapere chi sia mai questo qualcuno.
Ora procedi con le tue forbicione ed elimina tutto l’inutile, senza pietà.
Fatto?
Molto bene.
Contempla il tempo e lo spazio che si sono liberati.
Tanto eh? Non avresti mai creduto?
Già.
Adesso ascoltami bene. Se non stai vigile, se non fai attenzione, tutta la roba dannosa e inutile che hai gettato cercherà di rientrare dalla finestra e di occupare di nuovo tutto quello spazio a disposizione, quel terreno che hai liberato.
Tu cerca di essere più veloce e riempilo subito di bellezza.
Di baci. D’ogni amore possibile, di colori, di versi, di parole mai dette in lingue che non conosci ancora e cerca gli esseri umani. Sia quelli che credi già di aver conosciuto che quelli che pensi di non conoscere ancora.
Tocca i loro corpi, se puoi, e fatti toccare.
Le mani, i visi, le spalle e accarezza guance e capelli ma anche cani, erba e le cortecce di tutti gli alberi che incontri.
Riempiti gli occhi del mondo e delle sue albe inesorabili, di letture, di storie e racconti, di curve da svoltare, di colli da valicare, di fiumi da guadare, di salite da metterti dietro ai talloni.

NOTA IMPORTANTE: durante questa operazione il mondo ti deriderà, cercherà di farti sentire in colpa, ti accuserà di essere poco serio, ti disprezzerà, ti additerà come un perdigiorno, uno sciagurato. E’ importantissimo resistere e procedere ugualmente. I migliori propositi si sono infranti qui.

Quando avrei ben stipato di questa roba ogni più piccolo interstizio, dimenticati ogni programma, questo compreso, e brucia i libretti di istruzioni. Dònati, vivi, spenditi, dèdicati a ciò che conta per te. Non cedere alla tentazione di guardare te stesso con occhi in prestito ma usa sempre e solo i tuoi o quelli di chi ti ama davvero.
Ci siamo?
Direi che sei giunto al traguardo del nostro metodo.
Solo un’ultima cosa, che non c’entra niente, ho da chiederti.
Un favore personale.
Se tutto questo dovesse funzionare, ce la faresti ad avvertirmi in qualche modo?
Sarebbe sufficiente un sms di conferma, come vuoi tu, una mail, un messaggio in bottiglia, un fax, una cartolina, un piccione viaggiatore, un segnale di fumo, una telefonata, un urlo, un fischio, un cenno, uno schiocco di dita.
Un nonnulla per farmi capire che tutto è andato a buon fine.
Così magari trovo il coraggio e ci provo anch’io.

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