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“Cioè, aspetta. Aspetta, aspetta, aspetta. Tu mi stai dicendo che vorresti che io seducessi tua moglie e poi mi adoperassi per essere un amante così scadente da farle capire finalmente che fortuna immensa si ritrova accanto avendo un marito come te? Ho detto bene?”
“Esattamente.”
“Non so se ci sono dei libri che parlano della tua malattia…”
“Ascolta Federico…”
“… ma se ci sono devono essere pesantissimi, dei veri e propri tomi con interventi di centinaia di luminari.”
“È un piacere a un amico, Federico! Che ti chiedo in fondo?”
“Già. Che mi chiedi, in fondo? Niente di che. Di provarci con tua moglie, con cui ci conosciamo da vent’anni e facevamo gli scout insieme, a rischio di prendere degli schiaffi, di sputtanarmi con tutto il circondario se si viene a sapere, di sputtanare te, ma questo che te lo dico a fare, tanto pare che non te ne importi nulla, ma soprattutto, e ciò è molto peggio, a rischio che lei ci stia. A quel punto imbrogliarla, essere roso dai sensi di colpa, inanellare una serie di figure barbine sputtanandomi definitivamente pure con lei, e poi, in conclusione, volatilizzarmi per il ritorno di Zorro, con cui dovrei continuare il rapporto di amicizia, come se niente fosse, dopo quel che è successo. Che mi chiedi in fondo? Niente. Assolutamente.”
“Ti ho spiegato Federico, quanto ci tengo a Claudia. Io sento che la sto perdendo.”
“E questo è il brillante metodo che ti è venuto in mente per non perderla. Bravo.”
“Non puoi rifiutarmi un piacere, te lo chiedo da amico, io non mi sono mai tirato indietro quando hai avuto bisogno di me. O ti devo ricordare del vomito in casa della Bolzoni?”
“Lascia perdere, per piacere.”
“Allora?”
“Ma che dovrei fare alla fine?”
“Non so, fai finta di incontrarla per caso, le fai due complimenti, le chiedi come va, la fai parlare, diventi suo amico su Facebook…”
“Sono già suo amico su Facebook…”
“Ma va? Davvero? Be’, meglio ancora. Insomma te la lavori un po’, in maniera da diventare intimi…”
“Non so perché ti sto ascoltando.”
“…e poi zacchete! Ci provi!”
“Zacchete”
“Ma a questo punto viene il bello. Tu diventi maldestro, dici cose fuori luogo, dimentichi gli appuntamenti e a letto…”
“A letto? Ma che dici? Fin dove vorresti che mi spingessi?”
“Fin dove è necessario. Non devono rimanerle dubbi su quanto non valga nulla quello a cui rinuncia stando con me. Di quanto la seta sia superiore agli stracci.”
“Grazie”
“Che fai? Ti offendi?”
“Ma per carità. Gli stracci non si offendono”
“Quando il terreno sarà pronto e lei sarà delusa e disgustata da te…”
“Schifata, nauseata…”
“Appunto, proprio così, io le rivelerò che la mia assenza dell’ultimo periodo era dovuta agli straordinari che mi servivano per poterle compare un dono. Di fronte ai suoi occhi sbigottiti le metterò sotto il naso un diamante.”
“Nientepopodimeno…”
“Non ti dico, mi sono dovuto fare un prestito con la finanziaria, comunque, lei a quella vista si sentirà un verme e capirà che cosa stava facendo, quanto si stava gettando in basso.”
“Nella spazzatura, nel fango…”
“Sì, sì, certo, infatti. E allora io la prenderò e le darò un nottata d’amore che le farà toccare il cielo con un dito. La lascerò sazia, stremata ed ubriaca e il ricordo di quella sua piccola debolezza resterà come un brufolo, una piccola mosca fastidiosa…
“… un parassita, un’escrescenza…”
“… e servirà solo ad esaltare il suo amore per me. Semplicemente l’uomo migliore che le potesse capitare.”
“Questo sarebbe il tuo piano?”
“Ti dico che è buono, fidati, ma soprattutto necessario. Sento che c’è qualcosa che non va da qualche tempo. E’ come se lei fosse distratta, come se non mi vedesse più”
“Davvero? Dici? A me sembra a posto”
“Perché, ti è capitato di vederla?”
“Be’ sì, qualche volta, per caso…”
“E non hai avuto la stessa impressione?”
“Mah, non saprei, …”
“Hai visto come si trucca, come si cura?”
“Claudia è bellissima, a prescindere”
“Sì certo, e con gli anni…”
“E’ ancora più bella…”
“Si. Ma, ascolta Federico, non è che Claudia avrà un amante?”
“Perché lo dici? Cosa te lo fa pensare?”
“Eh, calma! Non ti agitare così e non urlare, per piacere, che ci sentono tutti! Ti dicevo che non so bene, vedo qualcosa in lei, una specie di aria sognante.”
“Davvero ti sembra sognante?”
“Sì, sempre perduta in un mondo tutto suo, che non conosco.”
“Sempre? Veramente? Ah, cosa mi dici!”
“Cosa ti dico?”
“No, dico, accidenti cosa mi dici!”
“Eh, appunto. Ma tu pensi che sia possibile? Che lei, proprio lei, abbia un altro?”
“Vedi, amico mio, a volte le persone…”
“Ma basta con questi discorsi! Il mio piano perfetto rimetterà tutto a posto e io ringrazierò te, amico mio, del tuo sacrificio!”
“Ascolta…”
“Non mi dirai di no?”
“Fammici pensare, d’accordo?”
“Non lo chiederei a nessuno se non a te, questo lo capisci?”
“Scusami, ti devo salutare. Ci sentiamo.”
“Che c’è, Federico? Non ti senti bene?”
“Tutto a posto, sto bene. Ci telefoniamo, d’accordo?”
“D’accordo. Conto su di te. Mi raccomando.”

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