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Mi chiedi perché parto.
Parto perché ieri sera ti ho baciata.
Tu sai com’è fatto un bacio.
A volte le labbra si arrendono e restano abbandonate nell’attesa che non ci sia una fine all’attesa, si danno, si sfamano. Si sente nel lambirsi delle lingue, languido o furioso, come una giustezza, un appagamento che si basta e non chiede. Se non di continuare.
A volte invece le labbra sono inquiete, obbediscono ma si può sentirle contare. I secondi per potersi slacciare e tornare a respirare. E la lingua percorre la lingua con coscienza ma senza voluttà, incespicando e contandone le asprezze. E gli occhi non si chiudono per veder meglio ma per non vedere niente.
Ieri sera era così il tuo bacio.
Non sforzarti di sapere altro, credi al tuo bacio, non chiedermi perché parto.
Parto perché ieri sera ti ho baciata.
Tu sai come è fatto un bacio.

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